venerdì 8 gennaio 2016

Pedagogia in azione; Corso Chanbara e Karate a Jesi

Faccio una premessa;non sempre l'apprendimento passa attraverso una mente,oppure con concetti,spesso ed è il caso della cultura orientale apprendere significa fare attraverso il corpo,i nostri bambini occidentali sempre di più fanno fatica a usare il proprio corpo,sempre più sentiamo diagnosi di disprassia,ipocinesi,disturbi di apprendimento. Io nella mia esperienza sto cercano di collegare entrambe le scienze "anime",quella psicologica con quella marziale orientale.
Buona lettura.



Sempre di più mi convinco che uno dei sport fondamentali per lo sviluppo  motorio del bambino,sia il karate e le arti marziali in generale.


Con questo non  voglio dire che altre tipologie di sport non siano adeguate,come il nuoto e sport di squadra in generale.Dove alnche li la pedagogia è in mano all'allenatore.

Io mi riferisco alla mia esperienza di Psicologo,"Istruttore di Karate ruolo che svolgo tra a Jesi e Ancona", nel mio lavoro vedo il grande miracolo che avviene nei ragazzi, che  grazie alla pratica del karate e sport chanbara (www.sportchanbara.it)  accedono a una grande risorsa che si chiama: resilienza, questa capacità di far fronte alle difficoltà, permette di impegnarsi nonostante la fatica, nonostante le paure, nel superare i propri limiti.Accompagnati da una guida esperta,riescono a fa fronte ai loro limiti,alle loro difficoltà sia in palestra che fuori,mi riferisco agli episodi di bullismo,alle dinamiche relazionali nelle scuole,etc.




Mi viene in mente uno dei miei allievi, con difficoltà motorie e disturbi di apprendimento chiamasi anche: disprassia (mostrava una ridotta coordinazione,disorientamento,spazio laterale). 
Grazie ai kata "forme  che si eseguono in quattro direzioni 
diverse riusci a migliorare nel riconoscere la destra dalla sinistra,   affronto' una delle sue paure più grandi chimasi anche "Freezzing" rimanere che immobile di fronte ad atti di bullismo a scuola. 

A dicembre 2015 si svolsero' i campionati di karate a San Severino Marche,il mio allievo fece il 3 posto. Che dire sono soddisfatto di poter dare una mano ai ragazzi.

Osu. Elton Kazanxhi

martedì 13 ottobre 2015

La psicologia e filosofia delle arti marziali (Il saluto Rei Gi)



Quando facciamo il saluto rivolto al compagno di pratica, il rei, ormai dopo tanti anni non pensiamo più al suo vero significato, lo facciamo perché è una normale consuetudine, fa parte integrante della pratica, ma… una cintura bianca che da poco si è avvicinata a questo mondo marziale fatto di tradizioni millenarie a volte oscure, ha  la purezza e l’innocenza di farsi mille domande, del tipo “Perché dobbiamo inchinarci?” Di seguito un trattato sulla sua spiegazione.


Quando ci inchiniamo, pieghiamo la schiena e la testa scende all’altezza del cuore, questa immagine per me è molto evocativa. In  un semplice gesto dimostriamo all’altro che mettiamo la mente (la testa, il ragionamento) allo stesso livello dello spirito (il cuore, l’anima) in un magico equilibrio di yin e yang. Per comprendere appieno questo discorso va detto che il “saluto” è reciproco e mai unilaterale. Sensei, Sempai e Kohai lo esclamano all’unisono a indicare che non esiste qualcuno migliore di un altro ma indipendentemente dal grado, dal colore della cintura, tutti sono uguali e tutti possono/devono imparare da tutti. Capiamo, dunque che il saluto non simboleggia una superficiale e ipocrita manifestazione di educazione da esibire a comando. Se eseguito tenendo a mente il suo vero significato è una doccia di umiltà che ha l’effetto di incatenare il demone dell’egoismo e dell’arroganza. La comprensione, il rispetto e l’attuazione dell’etichetta  provvede a mantenere la pace tra le persone. Ciò è magistralmente riassunto da una frase di Matsumura Sokon, che all’età di 76 anni scrisse quanto segue (nel 1885): “Una persona che è veramente umile avrà sempre una calma interiore”.
Quando le persone sperimentano certe emozioni e pensieri si comportano in modi molto prevedibili. Quando siamo tristi, piangiamo. Quando siamo felici, abbiamo un’espressione sorridente sul volto, quando siamo d’accordo, noi annuiamo automaticamente con la testa. Il nostro corpo mostra il nostro stato d’animo, ma ciò è vero anche al contrario, cioè uno stato d’animo può essere indotto da un atteggiamento del nostro corpo. Infatti, secondo un’area di ricerca nota come psicologia propriocettiva, che attraverso il supporto di seri studi e convincenti esperimenti, l’idea inizialmente controversa ha trovato riscontro. Una delle esperienze scientifiche più convincenti fu lo studio del 1980 per merito dello psicologo Fritz Strack ed i suoi colleghi, i quali chiesero a due gruppi di persone di giudicare quanto trovavano divertenti delle vignette umoristiche. Questi due gruppi sono stati invitati a votare quanto si sentissero felici durante la lettura di alcuni di questi fumetti, ma in due circostanze differenti. A un gruppo è stato chiesto di tenere una matita tra i denti, per garantire che essa non  toccasse le labbra, facendo assumere di conseguenza un’espressione forzata molto simile al sorriso. L’altro gruppo, invece doveva tenere la matita solo con le labbra chiuse, assumendo pertanto una tipica espressione imbronciata. In poche parole il primo gruppo che forzava il sorriso trovava molto più divertenti le vignette del secondo gruppo che forzava un’espressione cupa. Senza rendersene conto i partecipanti tendevano a vivere le esatte emozioni associate con le loro espressioni create artificialmente. Tutto questo diventa più interessante nel momento in cui scopriamo che sono influenzati molti aspetti del nostro comportamento, compresa l’interazione con gli altri in modo più positivo, pertanto il nostro stesso modo di comportarci, di mostrare un atteggiamento agli altri, influenzerà chi abbiamo di fronte, coinvolgendolo nel nostro stato mentale attraverso il linguaggio del corpo. Ora sta a noi trasmettere positività o meno, sta a noi accettare di condividere insieme un percorso collaborativo di miglioramento di noi stessi e di conseguenza degli altri…

Rifletteteci la prossima volta che fate il Rei.

Corso di Karate e Chanbara per Bambini a Monsano


Vi informiamo che il corso per bambini a Monsano Presso il circolo Sant' Ubaldo   si svolgera' il Mercoledi ore 18.45  e  Venerdi ore 18.00.




mercoledì 9 settembre 2015

Corso di Karate e Autodifesa a Monsano 2015 - 2016

Inizia il corso di Karate  Per ragazzi e Adulti. 
Anche quest' anno siamo al Circolo Sant' Ubaldo  a Monsano Via Veneto 20.00



Il Venerdi dalle 20:00 si fa il corso di  Autodifesa attività consigliata a molte donne che voglio accrescere le loro abilità verso una  maggior sicurezza  psicologica e assertività'.
  
Venerdi  (solo difesa personale ) 
dalle 20.00 alle 21.00

Corso di Karate per bambini a jesi inizio a ottobre 2015

Iniziano  i corsi di Psicokarate per bambini,quest' anno abbiamo la novità sport chanbara  dove il divertimento è assicurato.
Ci Trovate  a Jesi presso  la Palestra ASD NICE via Matteo Ricci 7. (Ex MTa). Il martedi dalle 17.30 alle 18.45.


Potete fare la prima lezione di prova Gratuita:
 il 29 settembre alle ore 17.30 oppure
 il 02 ottobre ore 17.30
Per  informazioni  chiamare: 329 537 9300

mercoledì 17 giugno 2015

Psico Karate e Chanbara corsi a Jesi Chiaravalle e Monsano

Ogni arte marziale se pratica regolarmente è uno strumento efficace di psicoterapia e  aiuto per la crescita e sviluppo armonioso della prorpria psichè
Dr. Elton Kazanxhi . www.terapiapsicosomatica.com


Iniziano a settembre 2015 i nostri corsi di  Psico Karate e di  Scherma Giapponese chiamata anche "Chanbara".
www.sportchanbara.it
La metodologia inventata dal Dr. Elton Kazanxhi  risulta essere unica nella sua specie perché  grazie alla prorpia esperienza clinica come psicologo e  lo studio della  pedagogia sportiva, psicologia dello sviluppo,è riuscito a  costruire una  metodologia  su come aiutare e sostenere  i bambini nel loro sviluppo psicomotorio, ma  non solo l'obbiettivo  primario è quello educativo su come incrementare abilità,competenze, di base che serviranno per una vita da adulti.
Grazie ai Kata "forme"  e alla disciplina ogni bambino apprende il  rispetto delle regole,empatia,collaborazione,decisione,sicurezza, velocità di esecuzione, e accresce cosi  la sua autostima.
I genitori sono chiamati in causa ad avere colloqui con il Dr. Elton Kazanxhi se ne sentono la necessità.